Virus resistenti VS ministri incompetenti

Ho visto di recente un video in cui Vincenzo De Luca, l’eroico pluri-indagato governatore della Campania, con la sua classica verve se la prende con Di Maio, colpevole secondo lui di essere uno sfaccendato buono a nulla che pretende di fare la morale agli altri. Questo perché Di Maio vanterebbe nel suo curriculum la professione di web master e le esperienze lavorative di stuart al San Paolo, di tecnico riparatore di computer e di manovale. Il punto cruciale è che secondo De Luca il lavoro di web master equivarrebbe appunto a fare lo sfaccendato.

De Luca è nato nel 1949 a Ruvo del Monte, un paesino sperduto della Basilicata in provincia di Potenza. All’epoca doveva ospitare più pecore che esseri umani, immagino. Poi è andato a studiare filosofia a Salerno. Uomo d’altri tempi, vecchio stampo, ‘Cenzino De Luca, come verrebbe affettuosamente chiamato se non avesse abbandonato la Basilicata (anche se magari lui avrebbe preferito essere chiamato Don Luca, da bravo notabile meridionale, e magari avrebbe pure gradito il voi, come si usava una volta al sud). Vorrei solo far notare che la definizione di web master si trova anche su wikipedia e penso che uno come De Luca, così forbito e capace, seppure un po’ attempato, non dovrebbe avere difficoltà a documentarsi. In ogni caso è da tenere a mente che per il simpatico governatore della Campania sia esecrabile che uno che ha fatto il manovale sieda sulla poltrona di vicepresidente della Camera.

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Il governatore della Campania, De Luca, insieme a Renzi. Dalla gestualità si direbbe che stia spiegando al premier cosa dovrebbe fare a Di Maio la prossima volta che questo ha voglia di parlare. Crediti: Palazzo Chigi

 

E poi abbiamo naturalmente una ministra come la Lorenzin.

Beatrice Lorenzin, Ministra della Salute.

Ed è proprio in tale veste che nell’anno del Signore 2016, il giorno 31 maggio la Ministra ha dichiarato guerra senza quartiere ai temibilissimi virus…

ehm…“resistenti agli antibiotici” (come da lei affermato con forte convinzione)

Qui la dichiarazione di guerra

http://www.fedaiisf.it/sanita-ministro-lorenzin-virus-resistenti-agli-antibiotici-tema-al-centro-agenda/

Sicuramente è da ammirare l’atteggiamento di chi ha dovuto scrivere il comunicato della FEDAIISF, nel quale si è limitato a riportare in maniera molto istituzionale le parole della ministra e riservando solo una nota finale al proprio sdegno, anche se vi è da dire che virgolettati e grassetto lasciano intuire un sottinteso ironico.

 

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La Ministra alla Salute Beatrice Lorenzin, nella conferenza stampa di dichiarazione di guerra ai virus resistenti mentre mima un gesto classico che ha fatto scuola nelle facoltà di Relazioni Internazionali. Crediti:FEDAIISF

 

Certo, si fa sempre una gran confusione tra virus e batteri e molti non sanno quale sia l’effettiva differenza. È una cosa che si studia a scuola, ma negli anni può finire dimenticata o confusa, come molte altre cose studiate alle superiori. La questione però è fondamentale per capire come curare certe malattie e anche nella vita di tutti i giorni per fare un uso appropriato di medicine come gli antibiotici.

I virus non sono delle vere e proprie forme di vita e non possono moltiplicarsi senza parassitare delle cellule. Sono formati da un guscio di proteine che contiene del materiale genetico e sono molto piccoli, circa 100 volte più piccoli di un batterio. Quando infettano una cellula il loro materiale genetico si attiva e obbliga la cellula a continuare a riprodurre virus fino a distruggersi. Il nostro corpo li combatte soprattutto producendo anticorpi, delle molecole che neutralizzano i virus legandosi ad essi.

 

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Schema di un simpatico virus. All’esterno il guscio proteico con particolari molecole che permettono di ingannare le cellule e agganciarsi ad esse. All’interno invece è presente il materiale genetico con le istruzioni per la loro riproduzione. Una volta che il virus si è agganciato il suo materiale genetico penetra all’interno della cellula ordinando di riprodurre copie del virus stesso fino allo stremo. E poi muore.

 

I batteri, invece, sono le forme di vita più antiche e sono organismi unicellulari molto primitivi e semplici. I batteri sono importantissimi perché svolgono una serie di funzioni chimiche di base e sono le fondamenta su cui si basa l’intero ecosistema della Terra. Alcuni di essi vivono in simbiosi con la specie umana e ci sono indispensabili per vivere. Sono i batteri presenti nel nostro apparato digerente, ad esempio, che ci permettono di assimilare alcune sostanze nutrienti dal cibo. Altri, invece, sono parassiti e una volta entrati nel nostro organismo cercano di utilizzare le sostanze presenti per nutrirsi e moltiplicarsi. Nel fare ciò però possono danneggiare in vari modi le funzionalità del nostro organismo, ad esempio producendo tossine. Di solito il nostro sistema immunitario è in grado di tenere sotto controllo la maggior parte dei batteri nocivi. Quando però questi riescono a prendere il sopravvento, perché particolarmente aggressivi o perché le nostre difese sono indebolite, ci ammaliamo. È il caso delle infezioni batteriche che possono andare da un semplice mal di gola, alla tubercolosi o addirittura alla peste.

Quando il nostro sistema immunitario fallisce per fortuna ci sono gli antibiotici, sostanze che possono uccidere i batteri o bloccarne la riproduzione. Vista la loro funzione sono quindi fondamentali nella cura di malattie causate da infezioni batteriche, ma sono totalmente inutili contro i virus. Quindi, ad esempio, mentre vanno benissimo per curare il mal di gola, nulla possono contro l’influenza. Quando però alcuni batteri risultano resistenti a un particolare antibiotico, come ad esempio la penicillina, moltiplicandosi trasmettono questa caratteristica alle generazioni successive rendendo totalmente inutile tale farmaco. A complicare la situazione c’è la possibilità per alcuni di questi batteri di trasmettere questa caratteristica ad altri, anche di altre specie e non solo alla propria discendenza, estendendo così la resistenza a macchia d’olio. E’ un po’ come se, una volta scoperto come fregare una particolare cura, i batteri si dessero la voce: a quel punto la cura è neutralizzata. L’esempio più eclatante è proprio quello della penicillina, primo antibiotico scoperto: l’utilizzo continuato dagli anni 50 ha selezionato ceppi batterici resistenti tanto che oggi ha perso ogni efficacia per molte infezioni. Purtroppo il grande uso che si è fatto di antibiotici, spesso anche scorretto, ha selezionato nel corso degli anni ceppi batterici resistenti a molti tipi di antibiotici o addirittura a tutti. Il fenomeno della resistenza batterica è in continua crescita e ciò a fronte di un continuo calo del numero di nuovi antibiotici che riusciamo a inventare. Per questo la lotta alla resistenza sta diventando una delle priorità sanitarie a livello globale. Questo è anche il motivo per cui gli antibiotici vanno presi solo se è assolutamente necessario, seguendo alla lettera le prescrizioni e non interrompendo mai la cura, avendo in mente che ogni volta stiamo allenando i batteri a resisterci e che la prossima volta ci potremmo trovare disarmati.

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Rappresentazione schematica di un batterio. A differenza delle cellule di cui siamo composti non è presente un nucleo che tiene separato il DNA dal resto della cellula. Crediti: LadyofHats.

 

Tornando alla nostra prode Ministra alla Salute, certo è che, se la sua preoccupazione sono i “virus resistenti agli antibiotici”, allora si trova di fronte a un grosso problema, insormontabile oserei dire. Una battaglia senza speranza alcuna di successo e più disperata di così non si è mai vista, in effetti, giacché ogni singolo virus esistente sulla faccia della terra è resistente agli antibiotici. Un duro impegno l’attende quindi, ma a questo punto se le rimane un briciolo di dignità mi permetterei di suggerirle il seppuku, la nobile pratica con cui gli antichi samurai si suicidavano di fronte alla sconfitta.

 

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Stampa dell’artista giapponse Kunikazu Utagawa risalente al 1880 contente il dettagliato piano di battaglia per la guerra della Ministra Lorenzin contro i virus resistenti. Crediti: Public Domain.

 

Beatrice Lorenzin

Romana, del 1971, diplomata al liceo classico.

Ministra alla Salute, quindi, e con un bel diploma classico.

Anche Di Maio ha solo il diploma (e non solo lui, anche D’Alema, Veltroni e Rutelli come fece giustamente notare Valter Delle Donne sul Secolo D’Italia quando qualcuno osò sollevare delle obiezioni sulla nomina della Lorenzin a Ministra). Di Maio, infatti, si è iscritto prima a ingegneria, poi a giurisprudenza, e poi ha lasciato gli studi per la politica. Lui però ambisce a fare il premier non il Ministro. Ad ogni modo, non avere una laurea non credo sia un fatto da condannare (a differenza dell’aver fatto il manovale come ha sancito incontrovertibilmente De Luca).

Preso il suo bel diploma nel ’96 la Lorenzin si dà alla politica con Forza Italia e fa una lunga gavetta nel partito fino ad occupare posizioni di vertice. Candidata ed eletta deputato nel 2008 è infine riconfermata nel 2013: senz’altro una brillante carriera politica. Qualcuno potrebbe dire che non ha mai lavorato davvero in vita sua, ma non cedo al populismo. La politica è un lavoro, se fatta seriamente. Di sicuro non ha mai fatto la web master e nemmeno la manovale, cosa che abbiamo capito è assolutamente incompatibile con la politica oltre a far infuriare De Luca.

In ogni caso nel 2013 arriva Letta e – zac – con mossa fulminea decide di smuovere il suo curriculum e la fa Ministra alla Salute.

Beatrice Lorenzin, diplomata, Ministra alla Salute.

In men che non si dica, però, per disdetta cade il governo Letta (solo i gufi la chiamano congiura di palazzo), ma il saggio suo successore, Renzi il prode rottamatore, riconoscendone le indubbie qualità, la riconferma e rimette là. Ella nel frattempo, mentre il PDL passava all’opposizione, aveva opportunamente cambiato casacca passando al Nuovo Centro Destra.

Riconfermata Ministra alla Salute dunque…

alla salute di chi, visto che si insiste? Alla sua sicuramente, ma anche in qualche modo alla nostra e pure di quella dei virus resistenti

Le alchimie di governo sono strane e difficili. Devi accontentare tutti gli alleati di coalizione, devi sistemare persone, riempire poltrone, piazzare i tuoi uomini nei posti chiave. Se poi sei salito al potere con un colpo di mano o con un cambio di maggioranza è ancora più difficile. Una volta si prometteva un castello, si combinava un matrimonio, si concedeva una legislazione favorevole, si assicuravano le alleanze e si poteva finalmente partire per la guerra (Game of Thrones insegna). Bei tempi del medioevo!

Oggi è molto più difficile. Finisce che tocca mettere persone improbabili in posti impensabili.

E non solo il senno, ma l’intero senso delle cose finisce sulla Luna insieme al senno del povero Orlando.

Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!

 

 

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Esempio notevolmente semplificato di schema di governo eseguito dall’artista Renato Brancaleoni. Crediti: Sefabetti.

 

Certo tra le infinite possibilità che il mondo offre, c’è quella di un web master, già manovale e stuart presso il San Paolo, che ambisce al posto di premier. La domanda fondamentale però è: la Lorenzin, ha mai ambito al ministero della salute fino a quando il PDL l’ha proposta a Letta come propria pedina nel governo? (qualche cinico direbbe “imposta”)

Posso anche immaginare che sia una politica capace, vista la sua carriera, e in quanto tale possa ambire a ruoli politici di vertice anche se diplomata. Non ci vedrei nulla di strano. D’altra parte è pur vero che ci sono posizioni di governo dove l’avere alle spalle una carriera politica è importante, mentre in altre forse occorrono caratteristiche differenti e ben connotate.

Al ministero degli Esteri, per esempio, l’esperienza da guardia giurata è l’ideale; al ministero delle Finanze invece un avvocato è perfetto, male che vada al processo di bancarotta si difende da solo; all’Istruzione… no vabbè, all’istruzione ci può andare chiunque; alla giustizia invece un’ingegnere aerospaziale perché i miei alleati di governo lo devono assolutamente piazzare da qualche parte e uno così non si può parcheggiare in un sottosegretariato a caso…

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La Ministra Lorenzin durante una conferenza. Si sta forse divertendo al pensiero del pasticcio Stamina. Crediti: Italy in US.

 

Ora, però, accade che la nostra beneamata Ministra dal lungo cursus honorum sia convinta che sia possibile curare l’influenza con gli antibiotici, che però i virus stiano diventando resistenti e che voglia allo stesso tempo lottare contro l’uso sbagliato degli antibiotici.

A questo punto ho solo un obiezione da fare:

posso anche capire l’ignoranza su virus e batteri, in fondo è una che si è occupata solo di politica dal 1996, ma possibile che in ben 3 anni al Ministero alla Salute non sia riuscita a recuperare neanche i fondamenti della biologia e della medicina? Una che parla di virus resistenti come può garantire un comportamento adeguato di fronte a vicende come Stamina? Forse non è un caso la figuraccia che abbiamo fatto dando uno spazio smisurato a un pugno di ciarlatani cacciato a pedate nel resto del mondo. Sarà forse correlato col fatto che negli altri paesi il Ministro alla Salute sa la differenza tra virus e batteri?

Ma forse sono io che che mi faccio troppe domande.

Vuolsi così colà dove si puote/ ciò che si vuole, e più non dimandare

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